Third axis: doing it the Lego way

The third axis of my DIY plotter is the one that moves the pen up and down while the other two axes move the pen around.

While playing Lego with my daughters I tried to figure out a possible solution based on Lego, and I quickly came out with this design:

It uses a large rubber wheel to transfer the rotation (demultiplying it) to a steering component that converts rotation into the up/down movement. The movement is not perfectly linear, but the approximation is fully acceptable, since the pen needs just a millimeter of vertical motion to detach itself from the paper.
The stepper is firmly held in position just by bricks.
The pen holder is made of the plastic part of two wheels and a rubber band. It is pretty solid and the rubber band helps to keep some pressure between the pen and the paper, when the pen is down.

While it is perfectly working I’m not going to use it in the plotter, because (i) it is not compact, (ii) it does not blend with the rest of the plotter (it is better fit for a completely Lego-based project), and (iii) I don’t want to steal “forever” these bricks from my daughters’ constructions.

I’m working on a solution based on a floppy disk drive that seems promising.

Il Malvaldi colpisce ancora

Il Malvaldi (Marco) io non lo conosco, lo conosce il Falchi, mio collega, compagno di stanza e amico. Non lo conosco, ma sento che si andrebbe molto d’accordo, per le molte affinità, a partire dall’essere pisani di nascita e crescita, e anche nel modo che ho di osservare il nostro mondo, e che ritrovo nei suoi racconti: Pisa e la sua strana popolazione, l’Università, il mare visto dalla spiaggia (o dagli scogli di Marina, vedi foto), i vecchietti, e tante altre piccole bischerate che prese una alla volta magari contano poco, ma messe insieme creano un mondo unico che ami anche se ti fa quotidianamente girare le palle.

Ho comprato ieri il suo secondo libro Il gioco delle tre carte nel quale il barrista Massimo, con l’indesiderato seguito di vecchietti gobboni e delatori, continua ad aiutare la Legge, ed il dott. comm. Fusco, nel risolvere uno strano caso. Dico strano caso e non vado avanti per due semplici motivi: primo, sono solo a metà, quindi so che il racconto mi piace ma non so come va a finire; secondo, odio quando mi si racconta troppo di un racconto rovinandomi il piacere della scoperta e applico il sensato precetto: non fare agli altri…

Per chi vuole rispettare l’ordine degli eventi consiglio di far precedere la lettura del primo racconto del Malvaldi, La briscola in cinque. Due letture veloci (due tre ore l’una, a seconda di quanto sghignazzate durante la lettura), da rilegge più volte per cogliere le mille piacevoli perle disseminate da nonno Ampelio e compagnia nel testo.

Chi ha un amico pisano o che ha vissuto a Pisa per qualche anno, magari nei beati anni dell’Università, ha trovato il regalo di Natale ideale.