La Madonna del Pangrattato

La Nazione 2013-04-03

La Nazione 2013-04-03

Ecco come si perde un’occasione per raccontare le eccellenze mediche, scientifiche, e umane della nostra terra. Bruciata sull’altare della copia in più venduta grazie allo strillo clamoroso e popolare in prima pagina:

Il vescovo di Livorno: “La Madonna di Montenero ha salvato bimbo da un tumore”

Perfetto il commento di Federico Maria Sardelli:

La bambina è guarita perché medici serî l’hanno sottoposta a terapie e operazioni che solo grazie ai progressi scientifici sono possibili. Se i genitori hanno per caso pregato la Madonna del Pangrattato o quella del Cerchione oppure ancora Visnù, è frutto della loro fede individuale, ma un giornale laico non può sposare simili scemenze e offendere l’intelligenza dei suoi lettori in questo modo.

Come essere umano e padre sono felicissimo per il bambino e capisco il conforto di cui avevano bisogno i genitori in un momento così drammatico. Conforto che loro hanno trovato nella fede.

Allo stesso tempo mi fa imbestialire il giro di notizie e affermazioni del tutto privo di fattualità che è stato messo in piedi. Nella triste possibilità che l’operazione fosse andata male lo stesso giornale avrebbe mai titolato “la Madonna non ha voluto salvare un bambino nonostante le preghiere dei genitori”?

Quante volte questo succede in silenzio? Si possono migliorare le probabilità di successo in questi casi? I medici hanno strumenti medici (diagnostici e di cura), scientifici ed economici adeguati? Perché all’ospedale di Pontedera non hanno diagnosticato il tumore? È un problema di strumenti, di formazione o dell’evoluzione della malattia? Da che percorso di formazione provengono i medici che hanno ottenuto questo bel risultato? Il modello del Meyer è esportabile in modo sostenibile in tutta Italia? Sono queste le prime domande che mi farei e a cui cercherei di dare risposta se dovessi scrivere un articolo per raccontare un evento così eccezionale quanto felice, non che il potenziale miracolo sarà valutato dalla commissione vaticana.

Fra l’altro se domani qualche cartomante venisse fuori a dire che la guarigione è merito di un favorevole allineamento dei pianeti, non vedo con quali argomenti lo stesso giornale potrebbe decidere la non rilevanza o non correttezza dell’affermazione. Considerando anche il fatto che, a differenza delle modalità di intervento di santi e divinità, sull’influenza della luna e dei pianeti si protebbero costruire argomenti (quasi) scientifici; per esempio considerando la loro traiettoria durante l’intervento e di conseguenza la loro influenza sul campo gravitazionale che potrebbe aver contribuito alla riuscita di esso.

Tanti auguri al bimbo che cresca sano e viva una vita serena.

PPPS: istella beta

Che poi io su istella per il primo mese ci avrei messo una scrittina “beta” e l’avrei aperta solo su invito, ma solo per fini psicologici. istella beta
La scritta beta ti fa pensare che se qualcosa ora non va in futuro andrà, ti dà speranza e ti fa essere più accomodante.
L’invito crea un dentro e un fuori, e trasforma l’accesso alla piattaforma in un evento virale. Basta dare dieci inviti ad ogni persona ed è evidente che in pratica sei aperto a tutti, però così alimenti il passaparola. E poi anche in questo caso se qualcosa non funziona sei più accondiscentente verso i malfunzionamenti, perché con l’accesso a invito sai che stai avendo l’anteprima di qualcosa ancora da rifinire.
Fra l’altro sarebbe stato un modo per avere un cold start più gentile.

istella, mi piace.

Ieri istella ha aperto le porte a tutti. Mi piace.

Soru presenta istella a Pisa

Soru presenta istella a Pisa

La qualità dei risultati è di sicuro migliorabile, specialmente per chi come me in rete usa più l’inglese che l’italiano.
Si potrebbero criticare certi “singhiozzi” del sistema nell’aggiornamento dei dati o nel supporto dei browser (sono rimasto sorpreso nel vedere che le mappe storiche funzionano meglio su Internet Explorer che su Chrome!). Se ci saranno ancora tra un due-tre mesi sarà grave, ma per ora vanno perdonati, considerando un periodo di rodaggio del motore.
Le potenzialità ci sono e sono evidenti.
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Il gatto della pioggia

Quando porto mia figlia a scuola nei giorni di pioggia, alla finestra di una casa vicina alla scuola c’è sempre un gatto. Lo abbiamo chiamato “il gatto della pioggia”.

Sta alla finestra e osserva cosa succede fuori.

Solo nei giorni di pioggia.

Nei giorni di pioggia provo un po’ di invidia per quel gatto.

Gatto della pioggia

Gatto della pioggia