Monday, November 10, 2008
Il Malvaldi colpisce ancora
Il Malvaldi (Marco) io non lo conosco, lo conosce il Falchi, mio collega, compagno di stanza e amico. Non lo conosco, ma sento che si andrebbe molto d’accordo, per le molte affinità, a partire dall’essere pisani di nascita e crescita, e anche nel modo che ho di osservare il nostro mondo, e che ritrovo nei suoi racconti: Pisa e la sua strana popolazione, l’Università, il mare visto dalla spiaggia (o dagli scogli di Marina), i vecchietti, e tante altre piccole bischerate che prese una alla volta magari contano poco, ma messe insieme creano un mondo unico che ami anche se ti fa quotidianamente girare le palle.
Ho comprato ieri il suo secondo libro Il gioco delle tre carte nel quale il barrista Massimo, con l’indesiderato seguito di vecchietti gobboni e delatori, continua ad aiutare la Legge, ed il dott. comm. Fusco, nel risolvere uno strano caso. Dico strano caso e non vado avanti per due semplici motivi: primo, sono solo a metà, quindi so che il racconto mi piace ma non so come va a finire; secondo, odio quando mi si racconta troppo di un racconto rovinandomi il piacere della scoperta e applico il sensato precetto: non fare agli altri…
Per chi vuole rispettare l’ordine degli eventi consiglio di far precedere la lettura del primo racconto del Malvaldi, La briscola in cinque. Due letture veloci (due tre ore l’una, a seconda di quanto sghignazzate durante la lettura), da rilegge più volte per cogliere le mille piacevoli perle disseminate da nonno Ampelio e compagnia nel testo.
Chi ha un amico pisano o che ha vissuto a Pisa per qualche anno, magari nei beati anni dell’Università, ha trovato il regalo di Natale ideale.